#HumanGaza4

Raccontando delle persone, delle vite, delle giornate di quelli che la guerra la pagano


di Q Code mag
@QcodeM


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 luglio 2014 – L’ennesima punizione collettiva alla quale viene sottoposta la popolazione civile di Gaza, come tutte le altre, non porterà a nessun risultato. Sempre che il risultato non sia quello di nuovi lutti, di nuove distruzioni, di un odio che non potrà che crescere, ingrossando le fila di coloro che non hanno più alcuna fiducia in una soluzione giusta del conflitto.

Il governo israeliano, attraverso il suo esercito, ancora una volta scatena una pioggia di fuoco in risposta al lancio di razzi di qualche gruppo, come se ne fossero responsabili i civili di tutta la Striscia di Gaza. Che dieci anni fa, mentre festeggiavano la fine di un’occupazione, si sono resi conto di essere finiti reclusi in una prigione a cielo aperto. Cielo dal quale, a cicli alterni, piovono bombe.

Questa raccolta di pensieri (in quindici righe) vuole essere un racconto ‘altro’ di Gaza, reso da coloro che hanno avuto per i motivi più diversi la fortuna di incontrare l’umanità di Gaza, quella che non viene mai raccontata, da media che si ricordano di Gaza solo quando c’è un attacco, come se la vita a Gaza non fosse un inferno quotidiano. Ma anche nell’inferno la vita esiste e resiste, sempre, ogni giorno. Ed è questa resistenza di umanità che questa raccolta di voci vuole raccontare. 
Perché a un popolo si può togliere la libertà, ma non gli si può togliere l’umanità.

Se siete mai stati a Gaza, mandateci le vostre quindici righe all’indirizzo: redazione@qcodemag.it

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Haitham Ghanem, Project Manager, socio fiduciario e responsabile per la Palestina di Sunshine4Palestine
Se ami pianificare la tua giornata in ogni piccola cosa, se ami alzarti presto la mattina, ti consiglio di non cercare di fare la stessa cosa d’estate a Gaza.
La maggior parte della gente rimane alzata tutta la notte godendo della bellezza di un’estate in riva al mare, ed ama alzarsi tardi al mattino.
Se sogni di poter gustare il tuo espresso presto al mattino, avrai difficoltà a trovare un caffè aperto.
Nonostante la povertà e la terribile situazione economica, la maggioranza dei Gazawi ama vivere, e indipendentemente dalle differenze di credo politico, quando arriva il momento di rilassarsi, prendere una boccata d’aria, godere della bellezza della vita, Gaza è il posto giusto.
E non incontrerai nessuno che proverà ad affliggere il tuo buon umore o il tuo spirito.
A Gaza puoi trovare ogni cosa tu voglia. Non è certo New York o Roma, ma è possibile trovare ogni cosa tu possa desiderare.
Gaza è un mercato dai mille oggetti dove troverai tutto, a partire dalle marchi più economici sino ai più prestigiosi, ed ogni cosa ha il suo prezzo ed i suoi acquirenti.
Gaza non è il paradiso in terra. Ma sarebbe realmente un buon posto dove vivere, se e solo se i confini fossero aperti e vi fossero lavori per tutti. E così finalmente le donne, gli uomini, i bambini che popolano la striscia di Gaza avrebbero modo di tenere la propria mente occupata e distrarsi dal pensiero costante della miseria che li circonda.


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